Abiamo da poco imparato mute, che è un vocabolo utilissimo!
Pensiamoci un altro po’. Sappiamo già mettere insieme queste frasi:
un gatto carino
molti gatti
molto carino
Ma cosa succede se mettiamo tutto insieme? Verrà fuori molti gatti carini o un gatto molto carino?
molti gatti carini
Questa frase significa molti gatti carini, perché suwi descrive soweli e anche mute descrive soweli.
Ma io penso che il mio gatto sia carinissimo! Come faccio a dirlo? Come si fa se vogliamo che mute descriva suwi invece che descrivere soweli?
Qui ci viene in aiuto una nuova particella:
una particella che raggruppa gli aggettivi
un gatto molto carino
Evviva! Adesso possiamo parlare di un soweli che è suwi mute!
Se vi piace la matematica, potete paragonarlo ad aprire una parentesi cambiando l’ordine delle operazioni: ‘gatto carino molti’ contro ‘gatto (carino molto)’.
Vediamo un altro esempio:
la foto di una casa
fotografie
case
fotografie di una casa
una foto di case
Ancora una volta, potete vederlo come ‘foto casa molte’ contro ‘foto (casa molte)’.
Naturalmente, mute non è l’unica parola con cui pi è d’aiuto! Vediamone alcune altre:
una persona gentile
una persona piccola
un po' gentile
una piccola persona gentile
una persona un po' gentile
‘persona gentile piccola’ contro ‘persona (gentile piccola)’.
conoscenza della guerra
nuova conoscenza
nuova guerra
nuova conoscenza di guerra. la conoscenza è recente.
conoscenza di nuova guerra. la guerra è recente.
‘conoscenza guerra nuova’ contro ‘conoscenza (guerra nuova)’.
Perché tutte le traduzioni in Italiano sono così diverse?!, potreste chiedervi! L’Italiano distingue le parole in diverse classi lessicali, o “parti del discorso”: molti è un aggettivo, ma molto è un avverbio, e spesso questo permette di chiarire il senso di una frase; ma anche in assenza di tali distinzioni in genere l’ordine delle parole è sufficiente.
Ma in toki pona sostantivi, verbi e aggettivi possono tutti convertirsi gli uni negli altri: mute si traduce “molte” o “molti” se modifica un sostantivo, “molto” se modifica un aggettivo! Per fare distinzione quando serve si usa invece un’unica particella per raggruppare diversamente gli aggettivi, a mo’ di “parentesi” matematica.