Questo corso insegna 131 parole. Queste parole sono usate da almeno il 60% dei tokiponisti. 120 di esse sono usate nel lipu pu — ‘Toki Pona: The Language of Good’ di Sonja Lang, uscito nel 2014; alcune altre parole sono diventate comuni nella parlata della comunità tokiponista. Queste parole possono essere considerate come vocabolario base o comune, che vi permette di parlare di qualunque cosa.
Qui sotto c’è un elenco di parole che sono usate meno comunemente, ma ancora in uso da parte di alcune persone — da almeno circa il 10% dei tokiponisti. Esistono per diverse ragioni:
- Alcune furono create precocemente, per le prime bozze della toki pona. Nella parlata odierna sono ridondanti, ma ad alcune persone interessa questa specie di “archeologia digitale”!
- Alcune sono tentativi di riempire apparenti ‘lacune’ nella lingua, per farla funzionar meglio. Discutiamo del perché buona parte delle persone di maggiore competenza non si siano fatti influenzare troppo da questi tentativi!
- Alcune sono facezie: spieghiamo la loro storia!
Contenuti
- lanpan
- meso
- oko
- epiku
- su
- majuna
- jasima
- linluwi
- nimisin
- ali
- kokosila
- usawi
- wuwojiti
- kiki, puwa
- apeja
- powe
- omekapo
- isipin
- te, to
- yupekosi
- san, po
- kamalawala, wasoweli
- kapesi, unu
lanpan
rubare, prendere (59%)
lanpan fu creata nel 2017. Da allora il suo uso è rimasto ragionevolmente stabile, anche se tuttora molte persone dichiarino di non usarla. La sua attrattiva probabilmente deriva dal volere un’opposizione tra mettere ( pana) e prendere. Il modo più accreditato di dire “prendere” è kama jo o ‘iniziare ad avere’.
Nel tempo si è lentamente spostato di significato da quello di ‘prendere’ (il suo senso originale) a quello di ‘rubare’, per cui la si può considerare un tipo più specifico di kama jo.
lanpan ha reso possibile il gioco di parole centreale di lanpan pan di jan Temili, una traduzione di ‘Stealing Food’ di Jay Foreman.
meso
mezzo, medio, nessuno dei due estremi (52%)
meso fu creata da jan Olipija nel 2020. jan Olipija voleva poter descrivere l’essere ‘duri d’orecchio’ come né udenti né sordi, senza connotazioni emotive. Dire kute pakala o kute lili potrebbe essere sconsiderato e kute insa potrebbe essere frainteso, per esempio con qualcosa che riguarda l’orecchio interno.
Tuttavia la maggior parte delle persone che oggi usano meso sono ignare delle sue origini e lo usano come una generica traduzione di ‘nel mezzo, a metà, medio’. A quello scopo insa di solito funziona bene. Anche nasa ala o lili potrebbero essere utili. Frasi come queste spesso sono più introspettive di meso:
telo en nena la tomo li lon insa.
Quanto al fiume e alla collina, la casa è fra loro.
suli sijelo la mi nasa ala.
Quanto alla mia altezza (o peso), sono abbastanza nella media.
mi pilin pona lili.
Mi sento relativamente bene. Mi sento circa nella media.
oko
occhio (52%)
oko era una delle parole create inizialmente per questa lingua, ma nella sua pubblicazione del 2014 Sonja Lang presentò oko e lukin come sinonimi. La toki pona dei primi tempi non era altrettanto creativa per quanto riguarda la conversione di sostantivi in verbi e viceversa, per cui man mano che la gente la imparava meglio diventò più evidente che lukin, usato come sostantivo, può semplicemente sostituire del tutto oko, per cui un vocabolo separato per ‘occhio’ non seve più.
epiku
epico, straordinario, fantastico, (50%)
epiku fu creata nel 2019 e raggiunse un picco di popolarità nel 2020. È utilizzata soprattutto come interiezione; tecnicamente viene dal Francese, ma è chiaro a chiunque come la sua popolarità sia direttamente legata al corrispettivo Inglese.
Fra il 2020 e il 2022 insieme a epiku si videro diverse altre interiezioni derivate dall’Inglese. Man mano che più persone diventavano competenti, iniziarono invece a sperimentare di più con l’uso di parole comuni in questi ruoli. Interiezioni come wawa! iniziarono a essere usate più comunemente rendendo obsolete queste parole-interiezioni poco comuni. Altri esempi si trovano nella lezione 18.
su
(interagire con) 'The Wonderful Wizard of Oz (Toki Pona edition)' (50%)
su si riferisce al terzo libro di Sonja Lang dopo lipu pu e lipu ku. È stato pubblicato nel 2024. Secondo il nostro sondaggio meno persone usano la parola su rispetto alle parole pu e ku. Perché? Tener traccia dell’esatta catena causa-effetto è difficile, ma possiamo fare alcune osservazioni:
- Il nostro sondaggio è piuttosto recente (meno di un anno dopo l’uscita del libro) e sono in arrivo altri libri della serie. Prossimamente su potrebbe spostarsi nella sezione delle parole ‘comuni’.
- Mentre pu e ku sono libri sulla toki pona, su è un libro in toki pona.
- Alcune persone sono ansiose di discutere di vocaboli e grammatica che sono o non sono presenti nelle opere di Sonja Lang. La gente ama elencare i nimi pu e i nimi ku. Se su è principalmente un libro, il pu e il ku sono anche degli stili.
Spunto di riflessione: c’è differenza in pratica tra considerare su un regolare vocabolo e considerare su alla stregua di un nome proprio?
majuna
vecchio (46%)
majuna era uno dei vocaboli creati nei primi tempi per questa lingua, ma non fu incluso da Sonja Lang nella sua pubblicazione del 2014. Ebbe una ripresa nel 2017, poiché sul server Discord ma pona degli inizi c’era molto interesse per le parole scartate precocemente. Da allora la si è vista di quando in quando. Nel 2024 il suo uso dichiarato è salito bruscamente — forse a causa della pubblicazione del lipu su, in cui Sonja Lang utilizza majuna.
Si può parlare di vecchiezza con parole comuni:
mama mama mi li awen lon tenpo suli.
Mio nonno ha vissuto per lungo tempo.
len ni li sin ala.
Questi abiti sono consunti.
toki Emeki li toki pi tenpo weka.
Il Sumero è una lingua antica.
jasima
specchio, specchiare (43%)
jasima fu creato nel 2018. Probabilmente fu creato per riempire una ‘lacuna’ per il senso di ‘opposto’. La toki pona ha la preposizione sama ‘stesso di’, ma nessuna preposizione dedicata al significato ‘opposto a’.
Questo significato era poco chiaro, per cui in pratica la parola si è lentamente trasformata in qualcosa che riguarda gli specchi. Naturalmente in toki pona ci sono molti altri modi di parlare di opposizione, riflessi e specchi:
mi lukin e mi lon sinpin.
Mi guardo allo specchio.
ilo lukin li pana e sitelen ante.
Lo specchio rimanda un'immagine invertita.
sinpin pi tomo mi li lukin e sinpin pi tomo sina.
Il mio edificio è di faccia al tuo. Il mio edificio fronteggia il tuo.
linluwi
Internet, rete (38%)
linluwi acquistò popolarità nel 2020, e da allora è rimasta relativamente stabile.
L’Internet è complicata. È importantissima per noi, ma per ciascuna persona significa qualcosa di diverso. È una connessione? Un insieme di dispositivi? Un insieme di documenti? Un luogo metaforico? La parola linluwi ci dà modo di non pensarci. È una scorciatoia che evita la cosa in cui la toki pona eccelle: scomporre idee complesse nelle parti che consideriamo importanti.
Mi piace questo esempio di Sonja Lang che parla di una rete WiFi. È sconcertante che un apparecchio domestico non possa funzionare per conto suo, isolato da altri dispositivi. kulupu ilo è un ottimo modo di dire esattamente quello che chi legge ha bisogno di sapere e non di più.
Naturalmente, è probabile che in un’altra situazione la propria scelta di parole sia diversa! Forse è importante che la connessione sia via cavo o a distanza; o che si stia parlando con persone note o solo leggendo post di persone che non si conoscono; o che non si vedano le facce delle persone, ma solo i loro testi. Prendetevi il tempo per pensare che cosa ‘Internet’ davvero significhi per voi e per la vostra situazione!
nimisin
qualsiasi parola non-pu; qualsiasi parola nuova; qualsiasi parola faceta (38%)
La comunità tokiponista ha una relazione complicata coi vocaboli in toki pona.
- Alcune parole furono create da Sonja Lang, altre dalla comunità.
- Alcune parole furono create durante l’infanzia della toki pona, altre fra i tardi anni ‘10 e i primi anni ‘20 del Duemila.
- Alcune parole compaiono nei libri di Sonja Lang, altre no.
- Alcune parole furono create per far funzionare meglio la lingua, altre per divertimento.
- Alcune parole hanno davvero largo uso, di altre ci si ricorda solo perché sono messe per iscritto.
Per chi è principiante questo è spesso soverchiante. Per cui è sorta spontaneamente una scorciatoia, senza che nessuno si sforzasse per trovarne una: molte persone, specialmente principianti, hanno iniziato a chiamare nimisin qualsiasi parola che sia creata dalla comunità o nuova o per scherzo o non utilizzata o non compaia nei libri.
È un modello semplice e allettante, ma penso che non risolva davvero la complessità limitandosi solo a nasconderla. tonsi è di largo uso, ma fu creata nel 2019. kijetesantakalu fu creata per scherzo, ma alcune persone oggi la usano sul serio. mulapisu fu creata da Sonja Lang, ma come battuta una tantum in una conversazione su Discord di cui quasi nessuno oggi si ricorda. Quali di esse sono nimisin? nessuna? tutte? Nessuno lo sa, perché tale termine non è pensato per esser chiaro.
Se siete principianti, la distinzione più importante è “usata o non usata”! A questo scopo abbiamo creato quattro categorie: “vocaboli di base”, “vocaboli comuni”, “vocaboli non comuni”, “vocaboli oscuri”. Questo corso insegna solo le parole di base e comuni, e quanto state leggendo in questo momento riguarda le parole non comuni e oscure.
ali
tutti, ogni, ciascuno, 100 (32%)
ali è una pronuncia e grafia alternativa di ale; il significato è il medesimo. Fu creata inizialmente poiché qualche tokiponista dei primi tempi trovava scomoda l’eccessiva somiglianza di ale con ala. Successivamente, dal 2001 ale è stata la versione predefinita, anche in tutti i siti e libri ufficiali.
Tra il 2001 e il 2017 entrambe le pronunce erano più o meno ugualmente frequenti. A partire dal 2017 circa ale iniziò a sorpassare lentamente ali nell’uso. Oggi ale è usato circa 10 volte più di ali.
kokosila
solo toki pona
parlare in una lingua diversa, nonostante toki pona taso (26%)
toki pona taso descrive una situazione in cui la gente concorda di parlare solo in toki pona. Di solito questo accade dentro un canale Discord o durante un evento. toki pona taso aiuta le persone a sviluppare la loro competenza in toki pona dando loro un motivo di parlare tale lingua invece di ricorrere a una lingua comune diversa, come l’Inglese.
kokosila è una battuta recente che descrive un fenomeno in Esperanto: ‘krokodili’ significa parlare fra Esperantisti in una lingua diversa dall’Esperanto. L’uso più frequente di kokosila è di richiamare altre persone perché ritornino alla lingua che si è lì apposta per imparare a parlare: o kokosila ala!. Naturalmente, lo si può fare facilmente usando solo parole base:
Parla toki pona! Parla chiaramente! Ne krokodilu!
usawi
magia (23%)
usawi fu creata nel 2019 per riferirsi alla magia o a tecnologia tanto complessa da essere indistinguibile dalla magia. Il significato relativo alla tecnologia non è mai decollato, per cui oggi la gente intende usawi semplicemente come magia e tutto ciò che la riguarda. In toki pona si può parlare di magia usando termini come wawa, nasa e ken:
mi o suli e ken utala mi.
Dovrei imparare un altro sortilegio di attacco.
o toki ala e wawa pi tenpo weka, jan nasa o. tenpo open ona la mi lon.
Non citare a me la Grande Magia, Strega! Io ero là quando fu scritta.
Il termine usawi ha influenzato il nome di jan Usawi, musicista di fama in toki pona,.
Spunto di riflessione: in un mondo dove la magia indubbiamente esiste, essa è vista come strana o è una capacità o potenzialità come un’altra che una persona può possedere?
wuwojiti
wuwojiti è uno srumento mnemonico per aiutare a ricordare che le sillabe wu, wo, ji, ti non esistono in toki pona. Non vuol davvero dir nulla di per sé, a parte richiamare l’attenzione su quelle sillabe.
termini per le consistenze
appuntito, spinoso (21%)
fuffoso, soffice (10%)
kiki e puwa furono create tra il 2020 e il 2021, e si riferiscono alla sensazione delle cose al tatto. Suonano molto come bouba e kiki, parole sensa senso create per valutare il simbolismo sonoro nelle lingue di tutto il mondo. kiki è ispirata direttamente da bouba e kiki, mentre puwa è più una felice coincidenza.
In toki pona si possono descrivere spinosità e sofficità con frasi complete; in questo senso è utile descrivere cosa percepiscono la pelle o le mani:
palisa selo soweli li pakala lili e luka mi.
Il porcospino è spinoso.
linja soweli li sama ko tawa luka mi.
La pelliccia del gatto è fuffosa.
apeja
vergogna, imbarazzo, disonore (18%)
apeja fu creata come ‘un’idea sperimentale in un post su un forum’ nel 2009. Tra il 2016 e il 2020 era uno dei vocaboli più popolari in questo elenco, e fu una delle prime parole a ricevere un glifo sitelen pona dalla comunità. Dal 2021, è lentamente scivolata nell’ombra.
Ha un suono gradevole e un significato di angustia, per cui è comparsa spesso nelle canzoni, come apeja li mi di jan Lija (cover di jan Usawi) od o lape di kala pona Tonyu.
Nelle conversazioni informali pilin anpa descrive apeja in modo adeguato.
powe
fasullo, falso (18%)
powe fu creata a un certo punto negli anni 2000. Ha una storia simile ad apeja: un esperimento precoce, ricevette un glifo saitelen pona dalla comunità, dal 2021 declinò. Si può esprimere che qualcosa è ‘falso’ o ‘irreale’ usando parole base:
ni li lon ala!
Questo non è vero!
ma ni li lon lawa mi taso.
Questo posto esiste solo nella mia mente.
omekapo
mangia del buon pesce! (15%)
omekapo fu creata nel 2020 in riferimento a un ritrovo tokiponista nel 2019 in Texas, dove Sonja Lang autografò una copia di lipu pu appartenente a jan Maliku scrivendo: ‘o moku e kala pona.’ L’evento aveva luogo presso un ristorante di sushi, per cui stava augurando a jan Maliku buon appetito. Alla comunità piacque questa storia, e diventò un modo scherzoso di dire ‘arrivederci’. Era comunemente nota nel 2020, ma dopo diventò rapidamente oscura.
I modi più comuni di dire ‘arrivederci’ includono:
mi tawa.
Sto andando.
o tawa pona!
Vai bene!
isipin
pensare (13%)
isipin fu creata nel 2020. Di solito le persone iniziano a usarla perché non sanno come dire ‘pensare’. Ma in toki pona ci sono diversi modi di parlare di pensieri. Se ne possono usare diversi, a seconda delle proprie intenzioni:
mi toki insa e pilin mi.
Sto riflettendo sulle mie emozioni. (= parlando internamente)
mi pilin e ni: ...
Penso che... (= credo, sento)
mi sitelen insa e ma.
Immagino un paesaggio. (= disegno internamente)
L’introduzione del libro del 2014 insegna toki insa.
parole di citazione
apre una citazione (13%)
chiude una citazione (13%)
te e to furono create nel 2020. All’inizio furono create per distinguere fra parlare di qualcosa e dire qualcosa. Naturalmente, si può fare questa distinzione anche con parole base:
mi toki e ijo pona.
Parlo di faccende relative alla bontà.
mi toki e nimi Pona.
Dico la parola 'pona'.
Nel corso degli anni te e to sono ampiamente scomparse come parole, ma la gente continua a usarle spesso quando digita in sitelen pona. Funzionano come pratica scorciatoia per digitare virgolette ad angolo nello stile degli ideogrammi CJK:
sina toki tawa mi: "mi wile moli"
tu dici a me: "voglio morire"
yupekosi
comportarsi come George Lucas e rivedere le proprie vecchie opere creative in effetti rendendole peggiori (13%)
yupekosi fu prodotta smanaccando a caso sulla tastiera in una conversazione del 2019. È una battuta sulla creazione di nuove parole per la toki pona, che è un po’ come prendere un’opera creativa già rifinita ed estenderla in modi che, nella maggior parte dei casi, sembreranno fuori luogo.
numerali
tre (11%)
quattro (7%)
Nel corso degli anni alcune persone hanno trovato scomodo il sistema numerico — o i sistemi numerici — della toki pona. Alcune persone progettavano sistemi più vicini a quelli a loro più familiari, in particolare i numerali Indo-Europei e Sinitici che hanno una diversa radice lessicale per chiamare ciascun numero da 1 a 10.
Questi esperimenti si lasciarono dietro due vocaboli oscuri: san ‘tre’ e po ‘quattro’ — curiosamente da due proposte distinte. Sono comparse in likujo di jan Usawi. La parola san ha influenzato il nome in toki pona di mun Kekan San, un collega insegnante e rinomato tokiponista.
Alla fine, nessuno di tali sistemi ottenne molta popolarità. Si possono facilmente esprimere i numeri da 1 a 10 con parole base, e ci sono modi ben attestati per parlare di numeri più grandi.
parole composte
anarchia (9%)
creatura simile-sia-a-un-uccello-sia-a-un-mammifero (7%)
Queste due parole sono interessanti perché la loro creazione ha quasi la stessa storia. Sono abbreviazioni o composti di parole esistenti in toki pona, create nell’ambito di uno specifico racconto — jan pi kamalawala di jan Wesu e Caves of Qud mod di akesi kon Nalasuni. Al di fuori di questi racconti,naturalmente, si possono semplicemente descrivere queste cose con una frase o due.
kamalawala ogni tanto spunta nelle conversazioni politiche perché alle persone piace discutere dell’anarchismo, e nelle canzoni perché è divertente da dire.
termini per colori
marrone, grigio (9%)
viola (8%)
La toki pona ha cinque termini per i colori: walo, pimeja, loje, jelo, laso. Altri due, kapesi e unu, diventarono popolari nel 2021 ma da allora sono lentamente declinati di nuovo nell’oscurità.
Usando parole comuni si pùo riuscire a descrivere specifiche tonalità e sfumature come marrone o viola mescolando insieme i termini di colore (loje laso, jelo pimeja o altre combinazioni). Spesso non c’è nemmeno bisogno di specificare a quel livello, e un termine di colore solo sarà una descrizione sufficiente. Si può anche parlare del colore associato a un oggetto reale, come kule ma.
I corsi di solito insegnano loje come ‘rosso, rossastro’, che include ‘magenta’ come una sfumatura rossastra. Nel corso del tempo l’accettazione del magenta come un loje da parte della comunità è variata: alla richiesta se avrebbero chiamato loje il magenta, solo un terzo delle persone intervistate rispose di sì nel 2021, ma una rilevante maggioranza nel 2024. Questo probabilmente rispecchia una rapida adozione e rapido declino di unu.
kapesi è comparso in una canzone di kala pona Tonyu.