Solo un’ultima parola importane da imparare prima di passare alle cose sceme!
ma, solo
taso può essere un normale aggettivo che significa “solo”, ma si può anche mettere all’inizio di una frase per significare “ma”.
mi taso li sona e ni.
Solo io me ne accorgo.
mi awen wan taso.
Rimango sola.
taso mi awen pilin pona.
Ma mi tengo su di morale.
Cose poco serie!
n è un’interiezione come a, ma nasale:
hmm, umm
n... mi sona ala.
ummm... non saprei.
mu è il verso fatto da un animale! Che animale? Be’, qualsiasi:
muuu, miao, bau, ih-oh, cip cip, crà crà, coccodè, crì crì, pio pio...
Spesso la gente usa mu per ragioni un po’ sceme, ma il vocabolo ha anche usi più seri. Se kalama è la descrizione di un suono, mu è l’imitazione di un suono:
mi kute e kalama suli.
Ho sentito un gran rumore.
mi kute e mu suli.
Ho sentito un forte boato; uno scoppio; un gran 'pùm!'.
ike la ilo li awen mu e mi.
Sfortunatamente, l'applicazione continua a mandarmi avvisi sonori; continua a farmi 'biip!'.
Altre parole?
Abbiamo visto tutti i vocaboli di cui si ha bisogno per parlare la lingua. Ma la gente ne usa un po’ di più; perché? Perché lo scopo delle parole non è solo quello di ottenere la massima efficienza: servono anche a divertirsi. E forse nessun’altra parola racchiude il concetto del divertirsi più di questa:
È lunghissima! E specificissima! E il motivo è che si tratta di un pesce d’Aprile del 2009. Ma a distanza di anni ha continuato a rimanere in mente alla gente, e a piacergli, tanto che è diventata una specie di mascotte!
Queste due parole richiedono anche una nota storica:
(interagire con) Toki Pona: The Language of Good (2014), di Sonja Lang
(interagire con) Toki Pona Dictionary (2021), di Sonja Lang
Questi vocaboli si riferiscono specificamente a libri scritti da Sonja Lang, la creatrice della toki pona. Sono dei bei libri! ma perché hanno vocaboli dedicati? Forse perché sono divertenti. Forse perché alla gente piace parlare di ciò che tali libri contengono e di quel che non contengono — per cui queste parole fanno comodo.
Se entrate in una comunità tokiponista quasi certamente incontrerete altre parole. Quando vi capita, consideratele artefatti culturali. Non esistono tanto allo scopo di far funzionare la lingua — avete già visto tutto di come funziona! — quanto allo scopo di sperimentare, divertirsi, essere creativi e di fare battute condivise.
kijetesantakalu tonsi li lanpan ala lanpan e soko?
Ma i procioni non binari rubano funghi?
Potreste non conoscere la parola lanpan, ma vedete la traduzione, e adesso ne sapete abbastanza da poter pensare a un modo adatto di sostituirla con parole comuni ( kama jo)! Vale più o meno la stessa cosa per le altre parole che potreste incontrare “allo stato brado”: c’è sempre qualche modo di esprimere la stessa cosa usando solo il lessico di base.