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D: com'è il mio nome in Toki Pona?

Due avvertenze:


Buona parte delle persone che parlano toki pona si scelgono un nome in toki pona; tale nome è il modo in cui le altre persone si riferiranno a voi in toki pona. Generalmente nelle comunità su Discord la gente utilizza il proprio nome in toki pona come soprannome o nickname sul server.

Abbiamo già visto alcuni nomi propri d’esempio:

Ma questi sono casi molto semplici: il modo in cui questi nomi suonano è già strutturato in modo simile ai normali vocaboli in toki pona. È probabile che per il vostro nome ci voglia un po’ più d’impegno. Vediamo allora come si fa!

Per scegliere un nome in toki pona bisogna decidere tre cose:

  1. Che cosa siete?
  2. Che nome volete come base di partenza?
  3. Come si rimodella tale nome in una forma permessa in toki pona?

1. Che cosa siete?

In toki pona, dunque, tutti i nomi sono aggettivi, e devono essere sempre retti da un sostantivo — che noi chiamiamo termine reggente1 (head noun). Questo significa che potete scegliere un termine reggente con cui vi conosceranno.

Il termine reggente più popolare è 󱤑 jan, persona. Tra chi parla attivamente toki pona circa i tre quarti si autodefiniscono jan. Possiamo considerarla l’opzione predefinita — usando questa non ci si sbaglia.

1 tokiponista su 8 usa uno dei vocaboli per gli animali: 󱥢 soweli, 󱥴 waso, 󱥑 pipi, 󱤁 akesi, 󱤔 kala, 󱦀 kijetesantakalu. Questa è una scelta più giocosa; le persone la fanno perché un animale è una parte importante della loro identità o semplicemente perché gli piace tale animale.

1 tokiponista su 8 usa come temine reggente qualche altra parola. 󱤎 ilo, 󱤟 kulupu, 󱤺 mun, 󱤗 kasi, 󱤌 ijo — si puo scegliere di essere qualsiasi cosa. Anche questo può essere legato a motivi di identità (si puo essere plurali; ci si può presentare come qualcosa di non umano); o può essere per divertimento, per non essere come le altre persone.

2. Da che nome si parte?

La maggior parte delle persone vuole adattare un nome che usa già. Spesso, è semplicemente il nome proprio: per esempio jan Tepan si chiama Stephan. A volte è nome + cognome: jan Misali si chiama Mitch Halley.

I nomi Inglesi spesso sono brevi, di una sola sillaba: Mitch, Bill, Bob, Jake, Jane, Joe. In toki pona si preferisce evitare nomi così corti, perché quelli possibili sono troppo pochi: quando troppa gente ha lo stesso nome s’inizia a far confusione. È quindi preferibile iniziare con un nome che abbia fra due e quattro sillabe — e fortunatamente quasi tutti i nomi e soprannomi Italiani sono così.

Moltissime persone utilizzano i loro soprannomi in Rete: il nome di jan Ke Tami è un adattamento del suo nickname RetSamys; il nome di jan Waputo e un adattamento del nome del suo canale RobWords.

Volendo, si puo anche inventare qualcosa di diverso! Il nome di jan Tokawi è Howie, ma ha deciso di aggiungerci Tok- così, per divertimento, perché suonasse di più come toki.

3. Come si fa funzionare il nome in toki pona?

Potreste aver presente il cognome Vietnamita Nguyen, pronunciato ; ma in Italiano quei suoni precisi o non ci sono, o non possono combinarsi in quel modo. Quindi quando le persone italofone pronunciano Nguyen, spesso lo adattano a una pronuncia permessa in Italiano, tipo “(e)nguièn”.

Quando si pronunciano nomi in toki pona si fa qualcosa di simile: cambiamo la forma del nome per renderlo pronunciabile; questo processo è detto tokiponizzazione. Alcune parti del processo possono essere spiegate mediante linee guida; altre parti sono più un’arte, un po’ come capire con cosa si può sperimentare.

Vediamo brevemente le linee guida.

Linee guida brevi

Primo, molte consonanti della vostra lingua potrebbero cambiare:

Naturalmente in altre lingue esistono altre consonanti ancora, ma queste sono abbastanza per darvi il quadro generale.
Qui una cosa interessante da notare sono i suoni , , . In molte lingue Europee questi suoni si trascrivono “r”: in Inglese c’è il primo, in Italiano e Russo il secondo, in Francese il terzo. Ma in toki pona restano differenti: w, l e k!

Secondo, la parola potrebbe avere dittonghi o altre sequenze di vocali. In Italiano nomi come Noemi, Mario, Matteo, Chiara, Luana hanno più vocali di seguito: quando li tokiponizzate provate a sostituirle con equenze vocale + j o w. Per esempio, a questo stadio i cinque nomi di prima diventano Nowemi , Malijo, Matejo, Kijala, Luwana.

Terzo, ogni consonante nella parola deve essere seguita da una vocale. Se osserviamo un nome come AthosAtos, l’ultima consonante s non ha una vocale, per cui tendenzialmente cade: AthosAtosAto.
Capita spesso di trovare due o più consonanti di fila: AlbertoAlpelto ha lp e lt. Si può scegliere quale scompare e quale si mantiene: TemistocleTemistokleTemisoke (o Temitole, o Temitoke, o Temisole).
Sappiamo gia che [n] è speciale e può seguire le vocali in parole come anpa, ante, insa, linja. Lo può fare anche nei nomi: Antonia → Antonija, IvanIwan.

Quarto, le sequenze [wu wo ji ti] non si trovano mai nelle parole in toki pona; per cui nei nomi diventano [u o i si]: TitoSito, GisellaIsela.

Quinto, se alcune vocali sono adiacenti tra loro, si aggiunge j or w nel mezzo: Nihon (Giappone) → NionNijon; LeandroLejanto.

Dettagli fini

I passi descritti sopra sono un po’ lo scenario più comune. Chi ha più esperienza di toki pona può deviarne per ottenere un risultato migliore: per esempio, per il nome Aspasia o Guendalina potrebbe decidere di inserire una vocale piuttosto che tralasciare una consonante: jan Asupasija, jan Kuwentalina. Per un nome come il Russo Mikhail si potrebbe decidere di spostare fra le due vocali la consonante per poterla mantenere: jan Mikali.

Conteggio sillabico

Se si seguono perfettamewnte le linee guida, si noterà che dall’inizio alla fine il numero di sillabe rimane lo stesso. È cosi che si fa di solito! Anche con ‘aggiustamenti fini’ come quelli sopra, tendenzialmente non si aggiunge o toglie più di una sillaba.

Se conoscete dei prestiti linguistici dall’Italiano al Giapponese, questo potrebbe sorprendervi: in Giapponese e toki pona vengono fuori forestierismi piuttosto diversi. Confrontate:

Questo perché in Giapponese si inseriscono vocali per preservare le consonanti, mentre in toki pona cadono le consonanti per preservare il conteggio sillabico.

Footnotes

  1. si ringrazia il collega Prof Alessandro Orfano per il suggerimento.